
Visione laterale
La fotografia mai conclusiva
“Visione laterale” è un modo per entrare in quello spazio invisibile tra le cose, dove la fotografia diventa linguaggio, idea, archivio. Un modo di raccontare ciò che si nasconde dietro la parvenza, ciò che vibra nell’invisibile. È un intervallo di sguardi obliqui e prospettive inattese, dove ogni immagine diventa un varco, un dimensionarsi verso qualcos’altro. E’ un’indagine per restituire voce a ciò che l’occhio non inquadra ma percepisce. E’ una ricerca sull’immagine come presenza silenziosa, capace di contenere più di quanto mostri, di evocare realtà parallele, di custodire le tracce di ciò che resta invisibile.
Qui la fotografia non è mai conclusiva. È segno, input, movimento. È il tentativo di catturare ciò che scivola nel residuale, di restituire voce a ciò che resta in silenzio. Ogni foto è una soglia: oltre la superficie palesata, si apre una ricerca di possibilità.
Deviare lo sguardo, rinunciare al centro per abbracciare la periferia del visibile rappresenta un invito a rallentare, a sostare, a guardare lateralmente. Perché a volte, la profondità di un’immagine risiede proprio in ciò che non mostra.
“Visione laterale” è un progetto di Samo, appassionato di fotografia e di nuove forme per comunicare.
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